I dolori del giovane (e logorroico) Fabrizio: omosessualità e cattolicesimo
Alla fine degli anni ottanta Carlo Coccioli era uno scrittore dimenticato, poi arrivò Pier Vittorio Tondelli a riesumarlo e a intervistarlo – e sia l’articolo a lui dedicato che l’intervista sono contenuti in Un weekend postmoderno. Da allora si tornò a parlare di Carlo Coccioli. Io ne scoprii l’esistenza qualche anno fa leggendo il saggio di Francesco Gnerre sulla letteratura gay italianaL’eroe negato. Qui Gnerre si dilunga soprattutto su Fabrizio Lupo, il romanzo di Carlo Coccioli che ha per protagonista un giovane pittore cattolico e omosessuale. Quelle pagine, però, non m’incuriosirono abbastanza dallo spingermi a cercare quel romanzo ormai fuori catalogo. Oggi Fabrizio Lupo è ancora fuori catalogo, ma – seguendo chissà quali percorsi mentali – l’ho preso in prestito dalla biblioteca e me lo sono letto.


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